Test allergie da tinta

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Una protezione per rendere ancora più sicura la colorazione sui capelli: la proposta del kit per il patch test anche nei saloni degli hair stylist.

Lo scopo è quello di  prevenire le reazioni allergiche che colpiscono circa il 4% della popolazione in Europa, il 4,3% in Asia, il 6,2% in Nord America procurando prurito, arrossamento e bruciore agli occhi che compaiono anche a distanza di giorni dall’uso. Secondo i dermatologi della University of California di San Francisco, in uno studio pubblicato sulla rivista Cosmetics and toiletries science applied: “Il composto più allergizzante è la parafenilendiammina – spiegano gli autori – Poi ci sono almeno altri 100 ingredienti che potenzialmente possono provocare arrossamento, prurito e fastidi agli occhi in moltissime persone”.

Infatti, la parafenilendiamina (colorante utilizzato nella maggior parte delle colorazioni) è anche una delle maggiori cause di reazioni allergiche e irritazioni.

Per questo motivo gli specialisti hanno proposto la distribuzione di ‘kit per il patch test‘ nei saloni per parrucchieri come valido strumento con i quali si possono individuare il 90% degli ingredienti allergizzanti che si scoprono con i test fatti dal dermatologo.

Che cosa fare?

Il consiglio per ridurre al minimo il rischio di reazioni allergiche è quello di utilizzare delle colorazioni semipermanenti che di solito sono meno allergizzanti, ricordano gli esperti, così come quelle a base di erbe e piante anche se contengono alcuni ingredienti che possono provocare reazioni, come i diaminotolueni e i diaminobenzeni. Inoltre, il suggerimento è quello di applicare la tinta, senza superare i tempi di posa minimi, solo sui capelli evitando il più possibile il contatto della tinta sul cuoio capelluto e spalmando uno strato di vaselina protettiva sulla pelle.


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1 Comment

  1. paolo

    28 maggio 2014 at 18:03

    ah la vasellina che contiene derivati puri del petrolio???? bel consiglio!

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